Come si decide cosa è scientifico oppure no?

“All’inizio la gente rifiuta di credere che una nuova cosa strana possa essere fatta, poi iniziano a sperare che possa essere fatta, poi vedono che è possibile farla – poi è fatta e tutto il mondo si chiede perché non è stata fatta secoli prima”

Frances Hodgson Burnett

Quante volte di fronte a qualcosa di nuovo che ti viene descritto ti viene da porti questa domanda: ma sarà scientifico?
Anche a me succede e credo sia molto utile perché ci impedisce di credere a qualsiasi cosa ci venga raccontata come invece faceva Calandrino nel Decameron.

In medicina il concetto di “scientificità” è chiamata Evidence Based Practice o Evidence Based Medicine ed è il pane quotidiano di qualsiasi professionista perchè, qualsiasi cosa si faccia, questa deve essere dichiarata rigorosamente scientifica!

In questi giorni mi è capitato tra le mani il libro “Storia del pensiero medico occidentale” di Mirko Grmek e voglio condividere con te alcune riflessioni dopo la sua lettura. In particolare il 3° volume che a mio parere riguarda un periodo davvero interessante, quello dei secoli che vanno dal 1800 al 2000.

Leggendo Grmek si capisce che nei secoli tutto ciò che è stato considerato scientifico e quindi scienza, è sempre stato ed è tutt’ora fortemente condizionato dall’ambiente economico e sociale. Inoltre, dato ancora più interessante, osservando la storia della medicina si vede come alcune “verità” dichiarate indiscutibili e scientifiche siano state invece poi confutate nei periodi successivi.

Per esempio, fino al 1965 era considerato “scientifico” il fatto che il cervello di un adulto fosse costituito da un numero fisso di cellule cerebrali dette neuroni. Quindi si affermava che mentre nel bambino i neuroni potevano crescere di numero, nell’adulto questa crescita cessava. Gli scienziati Altman e Das dimostrarono invece che anche nell’adulto i neuroni si rigenerano e chiamarono questo fenomeno plasticità neuronale. Ad oggi quest’ultima scoperta è considerata scientifica col nome di neurogenesi dell’adulto.

Un altro esempio più recente, di cui già ho raccontato in un precedente mio articolo, è quello della scoperta dell’epigenetica. Fino al 2013 si credeva che il patrimonio genetico di un individuo fosse ereditato ed immutabile. Rothman Sheckman e Sudof dimostrarono invece che il patrimonio genetico viene ad interagire con la realtà ambientale dell’individuo fino ad essere condizionato nella sua espressione. Ad oggi è considerata scientifica quest’ultima scoperta che è stata definita appunto epigenetica.

Semplificando si potrebbe dire che in medicina una cosa è considerata scientifica fino a quando qualcuno che teorizza che quella cosa potrebbe essere scientifica in tutt’altro modo. Questo qualcuno viene considerato un ciarlatano fino a quando la sua tesi non viene supportata da strumenti tecnologici in grado di far “vedere” al mondo intero che ciò che lui sostiene è scientifico e, allora, accade che magicamente il ciarlatano diventi scienziato.

Questo significa che ad oggi viene considerato scientifico solo ciò che allo stato attuale è misurabile con la strumentazione tecnologica in nostro possesso, nonostante la storia ci abbia dimostrato che nuove teorie sono vere e possibili indipendentemente dallo strumento che le misura.

Ritornando agli esempi precedenti si vede come prima del 1965, poiché non si era in grado dal punto di vista strumentale di osservare il riprodursi di nuove reti di neuroni attraverso apparecchiature tecnologiche, era scientifico affermare che i neuroni non si riproducessero. Così come prima del 2013 non si era in grado di osservare con apparecchiature tecnologiche la metilazione, perciò si diceva che il patrimonio genetico fosse immutabile.

Attenzione però non si deve credere a chiunque, soprattutto in un campo così delicato come quello della salute, però ricorda che anche il campo della medicina segue le logiche sociali ed economiche descritte da Grmek nel suo libro e, quindi, quando un dogma creduto da anni viene “sbugiardato” dalle nuove scoperte occorre diverso tempo affinché ciò possa essere accettato come vero e quindi raggiunga la dovuta divulgazione tra la massa del pubblico.

La mia intenzione con questo articolo è quella di fornirti gli strumenti e le conoscenze affinché tu possa essere in grado di lasciare la tua mente aperta e predisposta al cambiamento e ad avere una posizione curiosa ma critica quando si parla di scientificità in campo medico.

Anche io ho fatto questo passaggio e dopo aver per anni lavorato con un approccio più classico ho aperto oltre la mia mente e ho dedicato la mia attenzione al trattamento del tessuto connettivo che solo in seguito al miglioramento degli esami strumentali è stato studiato e compreso in maniera più approfondita.

Al riguardo trovi maggiori info nel mio articolo: https://www.tmns.ch/medicina-olistica-e-osteopatia/potenziare-il-motore-o-togliere-il-piede-dal-freno/

Questo mi permette di aiutare molte più persone nel loro percorso riabilitativo con un approccio innovativo molto diverso da quelli a cui tanti miei pazienti erano abituati. E loro stessi, una volta comprese le motivazioni fisiologiche e scientifiche che stanno alla base del mio metodo, incuriositi aprono la loro mente e approfondiscono in maniera critica l’argomento, diventando loro stessi degli ottimi divulgatori amatoriali del sapere.

Visita il mio sito: www.tmns.ch

 

Walter Riscossa

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