Naso “toppo”? Non è sempre moccico

E’ da poco iniziato l’autunno e con l’arrivo del primo freddo capita di osservare bambini che per via del naso tappato respirano dalla bocca come se fossero dei cani carlini dopo una corsa.

Questa abitudine, apparentemente innocua, nel tempo è in grado di generare problemi importanti a livello posturale ma anche ortodontico.

Se vuoi leggi a questo proposito il mio articolo : “Tuo figlio ha l’espressione da “pesce lesso”? Ecco il perchè.

La difficoltà a respirare dal naso a causa del naso “toppo” (così è abitudine chiamarlo in Ticino), può avere diverse cause.
In questo articolo le esamineremo insieme affinché tu possa riconoscerle su tuo figlio riuscendo ad essere così più preciso nel relazionare i sintomi al suo pediatra, a cui ti invito sempre a rivolgerti per qualsiasi tipo di problematica circa la salute di tuo figlio.

Le situazioni che possono causare il naso “toppo” sono almeno 3.
Vediamole nel dettaglio:

1) La presenza di muco a livello delle cavità nasali.

Questa situazione è piuttosto facile da osservare e spesso coincide con l’arrivo del primo freddo.
Il bambino lo si sente spesso “tirare su” con il naso e parte del muco tende a defluire fuori bagnando anche il labbro superiore, la classica “candela al naso”; tiene la bocca semiaperta per poter respirare meglio e sente il bisogno di soffiarsi il naso; nel fazzoletto si avrà sempre presenza di muco più o meno denso.
Questi bimbi però, durante il resto dell’anno, respirano perfettamente dal naso mantenendo la bocca chiusa.

2) La presenza di un’irritazione a livello delle mucose nasali

In questa situazione il bambino ha sempre la bocca semiaperta indipendentemente dai primi freddi, però non vedrai colare muco dal naso e a differenza di prima non sentirà il bisogno di soffiarselo.
Spesso le mamme mi riferiscono lamentandosi, che il bambino non vuole soffiarsi il naso.
Però è vero, in questo caso non ha proprio nulla da soffiare fuori e se insistete avrete la conferma che non esce nulla.

Questo accade perché in particolari situazioni, le mucose che rivestono le pareti interne del naso proprio come una tappezzeria sui muri, si infiammano aumentando il loro volume.
Questo aumento di volume restringe la larghezza delle cavità del naso rendendo difficile il passaggio dell’aria.
Per comprendere meglio cosa accade immagina un tubo di scarico del lavandino; questo avrà un suo calibro quando lo installi. Quindi l’acqua passerà attraverso di esso per tutta la sua larghezza.
Dopo qualche anno, smontando il tubo, troverai la presenza di incrostazioni che hanno ridotto la larghezza del tubo rendendo più difficile il passaggio dell’acqua.
Le mucose irritate e gonfie generano lo stesso effetto rendendo difficile il passaggio dell’aria.
Il bambino respira con fatica e se provi ad ascoltare ti accorgerai che fa maggiore fatica a prendere aria che non a buttarla fuori.

Le mucose del naso si possono irritare a causa dell’azione di agenti esterni ( aria inquinata, allergeni, aria troppo secca, batteri ecc.) o a causa dell’azione meccanica legata alla velocità del passaggio dell’aria (aria che passa veloce irrita, arrossa e fa gonfiare) ed è la causa meno considerata.
Per capirla meglio, immagina di prendere una pistola del compressore di quelle da meccanico e di sparare l’aria compressa sul tuo braccio per qualche minuto.
Come conseguenza vedrai un gonfiore nella zona colpita.
Alle mucose del naso succede la stessa cosa.

Riassumendo, un bimbo che fin da piccolo respira con difficoltà dal naso inizierà ad irritare le sue mucose originando un circolo vizioso: aria che entra difficilmente-irritazione mucose-aumento di volume delle mucose-diminuzione dello spazio delle cavità nasali-aumento della difficoltà di passaggio dell’aria. E la conseguenza di questo circolo vizioso sono le mucose costantemente irritate.

Il naso “toppo” del bimbo di questo secondo caso ha come causa principale le mucose irritate quindi occorre intervenire per decongestionarle. In questo caso si dimostrano di grande utilità i lavaggi nasali effettuati con apposite “docce” che fanno entrare l’acqua nel naso da una narice e la fanno uscire dall’altra solo per forza di gravità. Le mucose così decongestionate, cioè sgonfiate, diminuiranno di volume ricreando lo spazio necessario all’interno del naso per un più corretto passaggio dell’aria. Invertendo il circolo vizioso, dopo qualche giorno migliora in maniera stabile la respirazione del bambino.

3) La presenza di tensione a livello della muscolatura (faringea) intorno alla gola

Continuando il viaggio dell’aria, dopo che è entrata nel naso, prosegue la sua corsa scendendo attraverso due tubi posti uno di seguito all’altro, il rinofaringe e l’orofaringe e quindi arriva ai polmoni.

Per descrivere queste strutture il più semplicemente possibile, dirò che il primo tubo, il rinofaringe, è formato dalle strutture (immagina come cilindri) che vanno dalle cavità nasali al palato mentre, il secondo tubo, l’orofaringe, dalle strutture che vanno dal palato in giù verso i polmoni. Entrambi i tubi hanno intorno dei muscoli che si chiamano costrittori faringei.
La presenza di tensione a livello di questi muscoli la spiego con un esempio pratico.
Prova a posizionare le tue mani sul collo come se volessi strozzarti da solo (fallo con estrema delicatezza), ora prova a stringere appena un poco le mani, sentirai subito chiudersi la gola ed il naso, ora se provi a parlare ti uscirà una voce molto nasale.
Questo è quello che accade ad un bimbo che ha tensione sui muscoli costrittori faringei.
Il suo cervello sente che l’aria ha difficoltà a passare dal naso e quindi cerca di aprire la bocca per migliorare la situazione.
In particolare durante il sonno, il bambino tenderà a dormire con la bocca aperta e talvolta a russare; la sua voce sarà spesso nasale e anche come soffiata.
Inoltre potrebbe essere soggetto ad abbassamenti della voce.

Il naso “toppo” del bimbo di questo terzo caso ha come causa principale la tensione dei muscoli della gola. In questo caso si può intervenire con terapie manuali come la TMNS che utilizzando manovre dolci e leggere ma efficaci, determinano una diminuzione della tensione dei muscoli costrittori migliorando così la situazione respiratoria riducendo anche il fenomeno del russamento e delle eventuali apnee notturne.

Quindi il “naso toppo” non è sempre moccicoso .Ti invito a descrivere attentamente i sintomi, che ora conosci un po’ meglio, al pediatra aiutandoti anche con questo articolo e a scrivere nei commenti la tua esperienza per approfondire l’argomento e condividerlo con altri affinché possa essere di beneficio per tutti.

Inoltre puoi scrivermi a info@tmns.ch per avere informazioni personalizzate.

Walter Riscossa

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