Non è tutta asma quella che sibila

Ho deciso di intitolare questo articolo parafrasando una celebre frase che invita a discernere bene la differenza che passa tra l’oro e quel che gli somiglia (ma se vai a guardare bene poi non lo è). Dico questo perché per i non addetti ai lavori, sottoscritto compreso, è davvero difficile distinguere un pregevole oggetto di bigiotteria da un oggetto d’oro “vero”.

Allo stesso modo è facile immaginare che un errore di valutazione può costare anche molto caro allo sprovveduto acquirente.

Passando l’esempio nella mia esperienza di fisioterapista che lavora con i bambini da diversi anni, ho potuto più volte osservare come sull’argomento asma non sia per nulla facile comprendere se effettivamente si tratti di questa patologia oppure di altro.

Così come l’oro luccica, nella maggior parte dei casi i genitori riferiscono che quando il loro figlio fatica a respirare “sibila”, ovvero emette un suono molto particolare, simile ad un fischio.

Piccola ma importante premessa: quanto vedremo in seguito fornirà ai genitori dei mezzi per osservare alcuni particolari del “sibilo” del proprio figlio, al fine di riferire con più dettaglio le caratteristiche della crisi respiratoria del bimbo al pediatra. Ultimo appunto: questo non è un invito ai genitori a sostituirsi al pediatra o al medico, che rimangono sempre le uniche figure di riferimento per quanto riguarda la diagnosi e la terapia.

Tornando all’esempio dell’oro è chiaro che occorra sentire il parere dell’esperto prima di acquistare un gioiello ma è molto importante che l’esperto venga informato della provenienza dell’oggetto, di chi lo vende ed attraverso quali canali.

Insomma maggiori e più dettagliate informazioni l’esperto avrà, più sarà facile per lui valutare il manufatto in oro.

Il problema è che, nel nostro caso, quasi mai accade che il bimbo abbia una crisi respiratoria durante la visita dal pediatra, perciò è il genitore che descrive a quest’ultimo le caratteristiche della crisi stessa (oppure il bambino se è già abbastanza grande).

Ovvio che il genitore, osservando le difficoltà respiratorie del bimbo e il sibilo conseguente, si rivolga al pediatra per avere aiuto. In letteratura esistono diverse tipologie di difficoltà respiratorie ma sostanzialmente due sono sempre accompagnate da sibilo respiratorio.

  1. L’asma
  2. laringospasmo, detto anche “croup”

Delle due la prima è più conosciuta dal “grande pubblico” e così come per l’oro essa può essere scambiata per la seconda.

Vediamole nel dettaglio senza qui, volutamente, analizzarne le cause ma solo i segni clinici.

Per chiarezza:

Inspirazione (prendere aria)

Espirazione (buttare fuori aria)

Allora che cos’è l’asma?

Questa è uno spasmo della muscolatura bronchiale (vie aeree inferiori). In pratica i bronchi, che sono come dei tubi che collegano la trachea (gola) ai polmoni, si stringono per cause diverse e impediscono al bambino di espirare l’aria che è contenuta nei polmoni.

In pratica i polmoni si svuotano con fatica e per riuscire a spingere fuori l’aria il piccolo contrarrà con forza gli addominali per “schiacciare” la cassa toracica e favorire l’espirazione.

Gli addominali funzionano un po’ come le mani di chi schiaccia il mantice per far uscire l’aria per alimentare il fuoco del camino.

Ad inspirare il bambino farà comunque fatica ma meno che ad espirare. Questo perché “normalmente” durante l’inspirazione il principale muscolo della respirazione (il diaframma) si contrae mentre durante l’espirazione si rilascia. Quindi l’aria entra con meno difficoltà nei polmoni perché forzata ad entrare dal diaframma che la “risucchia dentro” e quindi riesce in parte a vincere la resistenza dei bronchi stretti.

Durante l’espirazione, invece, la resistenza dei bronchi rende difficile la fuoriuscita dell’aria e causa il caratteristico “sibilo espiratorio” e obbliga il bambino ad usare gli addominali. Questo esattamente come succede con il mantice. Quando tiriamo dentro l’aria la fatica che facciamo è minore di quella che facciamo quando la spingiamo fuori verso il fuoco.

Il laringospasmo è causato invece da una chiusura delle corde vocali che messe in orizzontale si chiudono parzialmente impedendo al bambino di inspirare l’aria. In questo caso il bambino avrà difficoltà ad inspirare ed il sibilo che produrrà sarà (almeno all’inizio) durante l’inspirazione. Inoltre sarà evidente una forte contrazione del diaframma che cercherà di tirare dentro aria.

Spesso ma non sempre il laringospasmo è caratterizzato da irritazione e prurito nella zona dell’orecchio e della gola.

Riassumendo

Le caratteristiche principali dell’asma “vera” sono:

  • La presenza del sibilo principalmente durante l’espirazione (almeno all’inizio)
  • Una forte contrazione degli addominali (la pancia si schiaccia durante l’espirazione).
  • Una difficoltà maggiore ad espellere l’aria

Le caratteristiche principali del laringospasmo sono quindi:

  • La presenza del sibilo principalmente durante l’inspirazione (almeno all’inizio)
  • Una forte contrazione del diaframma e dei muscoli del collo durante l’inspirazione (la pancia si gonfia come un palloncino)
  • Una difficoltà maggiore nel prendere aria

L’invito da parte mia ai genitori è di attivarsi nell’osservazione dell’atteggiamento del bambino all’inizio della crisi e nella sua descrizione al pediatra affinché egli possa essere di aiuto nel migliore dei modi al piccolo.

Infine un piccolo accenno alle possibili cause dell’asma e del laringospasmo.

Esse sono spesso  molteplici e vanno sempre valutate attentamente con il pediatra ma ora voglio concentrarmi sul laringospasmo (che tra l’altro è spesso molto frequente nei bambini).

Questo è infatti causato di sovente da un’irritazione del nervo laringeo ricorrente. Quest’ultimo porta la corrente necessaria a far muovere le corde vocali, esce dalla scatola cranica a livello della nuca (nervo vago) e passa nel collo lateralmente.

In seguito a stimolazioni ambientali quali ad esempio il freddo, la tensione emotiva o un’attività fisica intensa, il nervo laringeo ricorrente viene stimolato e irritato fino al punto di dare origine all’avvicinamento delle corde vocali e alla crisi respiratoria.

In questi casi si rivela utile la possibilità che offre la T.M.N.S., attraverso il trattamento del tessuto connettivo, di migliorare ed aiutare a risolvere questa “soffocante” patologia che condiziona fortemente la qualità di vita e l’attività di grandi e piccini.

Sovente già dopo la prima seduta si osserva un miglioramento dei sintomi.

Tutto quello descritto vale ovviamente anche per l’adulto.

Inviami una mail all’indirizzo info@tmns.ch, sono volentieri a tua disposizione per approfondimenti e maggiori informazioni.

Walter Riscossa

2 comments

  1. Con mio figlio in sei anni, tra medicine e corse al Pronto Soccorso, le avevamo provate tutte… ma nulla aveva risolto i suoi problemi.
    Dopo il primo dei tuoi trattamenti non abbiamo più fatto ricorso a nessun medicinale e i suoi sintomi sono scomparsi totalmente!
    Un grazie non basterà mai a dimostrare l’immensa stima e gratitudine che nutriamo nei tuoi confronti!
    Hai cambiato le nostre vite!

    1. Grazie Erica delle tue parole, sono felice di aver contribuito a far sì che ora tuo figlio stia finalmente bene.

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