Tic tac Tic tac

“La giornata dovrebbe avere più ore”.
“Non ho tempo per fare tutto quello che vorrei”.
“Il tempo non basta mai”.
Hai mai detto o solo pensato una di queste frasi? Sicuramente ti è capitato e magari ne ripeti tante altre dove però la mancanza di tempo è sempre il problema principale.

Se ci pensi facciamo nella nostra giornata già tantissime cose e, nel corso degli anni, abbiamo anche ridotto i tempi d’impiego (trasporti più veloci, centri commerciali…) per riuscire a guadagnare tempo per fare sempre qualcosa in più; eppure arriviamo alla sera dicendo “Non ho avuto il tempo di….”.
Ritieni che non hai il tempo per fare quella cosa che credi ti possa fare stare meglio, però se rifletti, nella tua giornata, di cose ne fai già tantissime.
Possibile che, niente di quello che fai, ti dà un senso di appagamento?

Il problema è che tutte le cose che hai fatto sono scorse via velocemente una dopo l’altra. Le hai fatte una dopo l’altra come l’elenco puntato della spesa senza viverle fino in fondo: eri al lavoro e intanto pensavi a quello che avresti fatto una volta uscito, eri a fare la spesa e intanto pensavi al dopo scuola dei bambini, eri in palestra e pensavi a cosa fare per cena, eri a casa esausto e pensavi alle cose che avresti fatto l’indomani.

Se elenchi tutto quello che hai fatto, gli incontri che hai avuto e tutto quello che è accaduto nella tua giornata, ti sorprenderà scoprire che ci sono state tantissime cose, alcune più belle e piacevoli di altre ma comunque tante, eppure ti manca sempre qualcosa. Ti manca il tempo. Il tempo per esempio per i tuoi figli o per te stesso.

Non è vero in assoluto. Prova a smettere di lamentarti per quello che non hai il tempo di fare o credi di non fare.

Semplicemente non stai dando a quel momento che trascorri il suo giusto valore, la sua giusta attenzione, la tua giusta presenza.
Semplicemente non vivi nel “Hic et nunc”.

“Hic et nunc” è la locuzione latina che sicuramente conosci e che ultimamente risuona ovunque: “Qui e ora”. Purtroppo come tutte le cose che vengono sfruttate commercialmente perde il suo profondo significato e si carica di quella superficialità tipica delle cose che vanno di moda come, la forse ancora più nota frase del filosofo Orazio “Carpe diem”, “Cogli l’attimo” che pochi consideravano fino a quando il film “L’attimo fuggente” non l’ha riportata alla ribalta.

“Qui e ora” è un invito positivo a soffermarsi sull’importanza di vivere nel momento presente; adesso, non prima, non fra poco, non poi. Ora, nel luogo in cui ti trovi, qualsiasi esso sia (ufficio, palestra, supermercato), nell’azione che stai facendo (lavoro, ginnastica, spesa). Non ieri, perché è già stato e soprattutto non in attesa di momenti futuri creduti più propizi perché, in realtà, potrebbero non verificarsi mai.
Già Napoleone Bonaparte affermava: “Lo stupido parla del passato, il saggio del presente, il folle del futuro”.

Tantissimi uomini ritenuti saggi come Buddha, Gandhi, Flaubert, Leopardi o Pascal, nelle loro riflessioni si sono soffermati sull’importanza del tempo presente in cui l’uomo si trova.
Tra questi mi ha colpito la visione che ha il Dalai Lama della nostra società occidentale. Egli afferma: “Gli uomini occidentali pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente; in tale maniera non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto”.

Se semplicemente apriamo il vocabolario della lingua italiana alla parola “Tempo”, leggiamo la seguente definizione: “Successione continua di istanti in cui si svolgono gli eventi e le variazioni delle cose”.

Quindi non occorre avere menti superiori o conoscere l’arte della meditazione per saper vivere il “Qui e ora”.
Occorre focalizzare se stessi su tutti quegli istanti, eventi che formano la nostra giornata, ognuno distintamente dall’altro. “Perchè se si pensa al presente lo si potrà migliorare e solo così quello che verrà dopo sarà migliore”.

Quindi non occorre indottrinarsi in chissà quale disciplina per imparare l’arte del “Qui e ora”.
Occorre solo osservare e imparare dai bambini.
“I bambini vivono attimo dopo attimo. Il loro segreto è che sanno stare nel presente, non sanno cosa sià il futuro. In questo modo tutto è unico, perfetto e godono anche delle piccole cose” (Osho).

Ora sicuramente tra voi lettori ci sarà chi critica questa visione credendo che “Solo nella percezione del futuro si concentra la capacità di desiderare” (Vittorino Andreoli).

Però io ti lascio con il seguente pensiero che condivido e vivo:
“Il passato ci appartiene ma noi non apparteniamo al passato.
Noi siamo del presente.
Costruiamo il futuro ma non siamo del futuro”
(Gandhi)

Walter R.

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