S.O.S: desidero salute!

Ieri riordinando i libri dei miei figli ha attirato la mia attenzione un piccolo testo intitolato “Desiderio”.
Lo avevo comprato quando in me e mia moglie era nato il desiderio di avere il terzo figlio e volevamo trovare il modo per esprimere quello che provavamo agli altri due figli, Giorgia e Riccardo.
Oggi, appagato dalla mia bella famiglia, provo altri desideri. Allora mi sono chiesto ma che cosa è il desiderio?
Ritengo che per ognuno di noi racchiuda un significato diverso e che dipenda tanto da quello che è il nostro stato emotivo, fisico in un determinato periodo della nostra vita.

Ogni giorno nel mio studio incontro persone che si rivolgono a me con una sola richiesta: “ho un solo desiderio, stare meglio” .
Questo desiderio è stato condiviso anche dalle generazioni che ci hanno preceduto ed è arrivato a noi attraverso il detto popolare “la salute è tutto”.

In ambito scientifico la salute è la condizione di benessere fisico e psichico dovuta ad uno stato di perfetta funzionalità dell’organismo.
Questa definizione presuppone che un “effetto” e cioè il benessere psico-fisico abbia una “causa” cioè il perfetto funzionamento dell’organismo, ovvero sto bene e mi sento felice perché il mio organismo funziona bene.
Però questa definizione, non tiene in considerazione le scoperte scientifiche che hanno rivoluzionato il modo di considerare la malattia e la salute.
Esistono infatti persone che, pur non avendo problemi nel funzionamento del proprio organismo, non sono in salute; cioè non solo, non provano un benessere psichico, ma hanno dei disagi fisici non valutabili attraverso gli esami strumentali.

Dal secolo scorso, sempre più queste situazioni sono andate aumentando e sono state definite malattie
psico-somatiche. Il loro trattamento è stato principalmente di competenza di psichiatri e psicologi attraverso l’uso anche di farmaci.

Nella malattia psico-somatica accade che la psiche, in qualche strano modo, ci provochi un dolore fisico reale e allora spesso chi ha una malattia psico-somatica è molto sofferente per due motivi:
da un lato soffre per il forte disagio provocato dai suoi sintomi e dall’altro, soffre perché passa dal medico allo psicologo come se quello mentale fosse il suo unico problema.
In realtà, da qualche decennio, la medicina ha compreso che corpo e mente non sono entità separate.
Infatti così come il dolore fisico può provocare un disagio emotivo anche un disagio emotivo può nel tempo causare un dolore fisico.

La branca della medicina che studia tutto questo si chiama Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (P.N.E.I.).
La PNEI sostiene che un’emozione è in grado di farci produrre alcune sostanze chiamate ormoni che, rilasciate nel sangue, sono in grado di generare un cambiamento nel nostro corpo anche a livello fisico.
In considerazione di ciò, possiamo capire ad esempio, come in una persona molto tesa ed agitata verranno prodotti per questo motivo alcuni tipi di ormoni che influenzeranno l’ aumento del tono muscolare fino a causare forti dolori muscolari.
Questa persona non presenterà nessun danno ad esempio a livello delle articolazioni ad un esame radiografico ma, l’aumento del tono muscolare causerà nei suoi muscoli un’infiammazione e quindi dolore.

Questo è l’ esempio di patologie in costante aumento come la fibromialgia.
Molti dei pazienti che soffrono di questa patologia e si rivolgono a me non hanno mai avuto traumi fisici importanti, eppure provano un forte dolore generalizzato, maggiore al risveglio e che diminuisce con il movimento, hanno alcune zone del corpo che se toccate generano un forte dolore e sono spesso molto stanchi provando un gran senso di frustrazione per tutto questo.
Negli anni precedenti al presentarsi della fibromialgia erano persone molto attive e impegnate in diverse attività.
Diciamo la classica persona che “non si risparmia” e che “se può aiutare qualcuno lo fa volentieri”.
Spesso non praticavano attività fisica per mancanza di tempo, dedicavano poco tempo a se stessi ed al loro riposo e la loro testa “era ed è sempre in movimento”; provano il cosidetto logorio mentale: pruduzione costante di pensieri su cosa fare o non fare o fare diversamente.

Una persona che soffre di fibromialgia è come un’auto che ha il regime del minimo del motore troppo alto.
In fisiologia il nostro “regime minimo” viene chiamato tono posturale.
Quindi come un’auto consumerà più benzina e gli organi del motore subiranno un’usura precoce con il minimo alto, così una persona con un tono posturale alto subirà le stesse conseguenze e si sentirà più stanca e priva di energie danneggiando anche il proprio corpo.

La medicina, di fronte a questa sintomatologia, per “abbassare il minimo” ha individuato come terapia una serie di farmaci che hanno lo scopo di rilassare la mente ed il sistema nervoso autonomo e di conseguenza ridurre il tono muscolare e consiglia l’attività fisica regolare.
Ma per queste persone così attive la salute è davvero tutto ed il loro desiderio è quello di tornare a star bene più di ogni altra cosa per poter di nuovo essere attivi.

Io per prima cosa, ai miei pazienti descrivo i fondamenti della PNEI in modo che possano comprendere che ciò che provano è in realtà il risultato di processi biochimici generati dalla loro forte sensibilità emotiva che ad oggi ha modificato il loro fisico attraverso l’alterazione del tessuto connettivo.
Ritengo che contestualizzare il proprio dolore e capirne i meccanismi è fondamentale perché permette alla persona di rilassarsi e “far pace con il proprio corpo” riducendo di conseguenza il tono posturale. Perchè quando tu comprendi cosa ti sta accadendo puoi meglio reagire e questo è il primo passo, secondo la visione PNEI, per riequilibrare le reazioni del sistema nervoso autonomo.
Quindi il trattamento manuale che eseguo con la TMNS si rivolge sia alla zona dove sono presenti i sintomi, sia al tessuto connettivo che è degenerato a causa dell’aumento del tono muscolare e la manipolazione agisce riducendo il dolore e la rigidità nel movimento attraverso un’azione “rilassante”. Questa è la parola che usano i miei pazienti al termine del mio trattamento.
Fisiologicamente accade che il sistema nervoso autonomo viene a riequilibrarsi e quindi la persona prova il benefico effetto di sentirsi rilassato.
Il tutto si traduce nei giorni successivi in un abbassamento del tono posturale, in una migliore qualità del sonno e quindi in una maggiore energia durante il giorno.

Epicuro diceva: “Dei desideri alcuni sono naturali e necessari, altri naturali e non necessari, altri né naturali né necessari, ma nati solo da vana opinione”

Il mantenimento della salute è sicuramente un desiderio naturale e necessario.
Troppo spesso però sacrifichiamo tempo da dedicare a questo desiderio alla ricerca di desideri né naturali né necessari ma nati solo da vana opinione.

Ti invito perciò ogni volta che ne hai occasione a dedicare tempo ed investire risorse nel mantenere e migliorare la tua salute sia attraverso della sana attività fisica sia attraverso terapie che agendo attraverso il corpo generino in te quella sensazione di rilassamento ed assenza di pensieri e preoccupazioni che mirabilmente Woody Allen descrive come “tornare nell’utero materno”.

Ti invito anche a scrivere le tue domande nei commenti, volentieri risponderò su questo argomento che mi sta particolarmente a cuore.

Walter Riscossa

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