Non toccarmi, non senti che non ti vedo!

Quante volte parlando con qualcuno hai la netta sensazione che ciò che dici non sia compreso dalla persona a cui ti stai rivolgendo?

Eppure stai usando tutte le parole che hai a tua disposizione per rendere il tuo messaggio comprensibile.

Altre volte, invece, appena accenni un discorso il tuo interlocutore comprende esattamente ciò che tu vuoi dire quasi fosse illuminato da una scintilla divina.

Personalmente, vivendo in una famiglia numerosa con i miei tre figli, ho osservato ogni giorno come con uno di essi la comunicazione fosse quasi una magia mentre con un altro fosse davvero un’impresa ardua.

La stessa cosa l’ho provata con alcune delle persone che si sono rivolte a me a livello professionale.
Con alcune di esse è stato davvero facile far percepire i cambiamenti che avvenivano nel loro corpo dopo il trattamento mentre verso altre sembrava esserci un’incapacità nel farmi capire.

Incuriosito da questo fatto e stimolato anche dalla mia amicizia con Luigi Marangoni, esperto di comunicazione, una decina di anni fa ho cominciato a studiare ed approfondire le tematiche legate alla comunicazione ed alla relazione.

In particolare ho trovato interessante lo studio dei meccanismi neurologici della comunicazione che la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) stava approfondendo e che, ad oggi, rispondono ai quesiti cui ho accennato prima.

Se provi ad osservare le persone intorno a te, ad esempio la mattina ad una fermata del bus, potrai osservarne 3 macro-tipologie.

Vedrai che alcuni di loro già all’alba sono “super in tiro” con scarpa intonata alla cintura se sono uomini o gonna in tinta con la borsa e truccate in maniera impeccabile se sono donne; pettinati come se la loro testa la notte precedente non avesse nemmeno toccato il cuscino.

Ne vedrai altri invece in cui nulla di ciò che indossano è minimamente in armonia; se sono uomini, si grattano spesso la barba magari di un paio di giorni oppure, se sono donne, stanno frugando nella borsetta alla ricerca di qualcosa che non troveresti nemmeno nella borsa di Mary Poppins.

Infine potrai osservare ancora un altro nutrito gruppo che conversa in maniera fitta come se avesse appena imparato una nuova lingua e dovesse esercitarsi di continuo per non perdere l’uso dei vocaboli.

Ecco, racchiuso in pochi metri quadri il motivo delle difficoltà che ciascuno di noi sperimenta nel farsi comprendere e nel comprendere gli altri.

Esistono, nell’ambito della comunicazione, 3 tipologie di persone:
Le persone visive, quelle uditive e quelle cenestesiche.

Questa differenziazione nasce dall’osservazione che ogni persona percepisce la realtà attraverso i sensi e questo appare evidente.

Dei 5 sensi che abbiamo però, ciascuno di noi, ne predilige uno e spesso nel comunicare usa un linguaggio che si rifà all’esperienza legata solo e soltanto a quel senso.

Quindi nell’esempio di prima , il primo gruppo alla fermata prediligerà il senso della vista e apparterà alla tipologia “visiva”, il secondo gruppo il senso dell’udito e quindi tipologia “uditiva”, mentre l’ultimo gruppo si riferirà al senso del tatto e di conseguenza alla tipologia “cenestesica”.

Ne consegue che, le difficoltà che provi nel comunicare con alcuni membri della tua famiglia, con alcuni colleghi o se sei un terapista con alcuni pazienti, non derivano da ciò che dici ma dal canale comunicativo che stai usando.

Infatti anche tu utilizzi un canale preferito nella comunicazione e non ne sei ancora consapevole.

Per capire meglio seguimi in quest’altro esempio. Prova a ricordare alcuni personaggi dei film e prova a collocarli nella categoria comunicativa corretta.
(Se non avessi visto i film puoi cercarne le scene più importanti con una ricerca su youtube).

Maryl Streep nel “Il diavolo veste Prada” secondo te è visiva, uditiva o cenestesica?
Visiva naturalmente!

La persona visiva, usa la vista come se fosse un laser, osserva tutto ciò che sta intorno a lei, ha spesso occhi grandi e molto luminosi, il suo look è sempre molto curato, quando entra in una stanza in cui è stato cambiato un particolare dell’arredamento se ne accorge subito.

Se qualcuno ti dice di essere molto fisionomista, cioè di ricordare i visi delle persone puoi essere certo che costui sia un soggetto visivo.

Prova a far chiudere gli occhi ad un soggetto visivo e subito andrà in uno stato di tensione in cui le palpebre inizieranno a tremare per lo sforzo; è evidente, non può fare a meno della vista!

Il visivo è molto sensibile alla luce e spesso usa occhiali da sole.

Anche il suo linguaggio è visivo; le sue frasi tipiche sono: “questa cosa non la vedo mica bene”, “ci vedo lontano io”, “guarda che……..”, “osserva attentamente e vedrai che è come dico io”.

Il personaggio di Mr. Bean invece, con la sua gestualità quasi irritante, è il prototipo della persona cenestesica.

Il cenestesico infatti, predilige tutti i sensi che non sono legati alla vista ed all’udito.

Le sue caratteristiche saranno quelle di essere spesso vestito in modo poco curato, talvolta poco attento a ciò che dice, invasivo nei confronti delle persone intorno a lui.

Molto attento invece ai gusti ed agli odori, tenderà a toccare ogni cosa come se solo manipolando potesse capirne l’essenza. Ed in effetti è così.

Se qualcuno mentre ti parla ti tocca il braccio o la spalla, puoi stare certo che costui sia un soggetto cenestesico.

Nel suo linguaggio usa vocaboli legati al sentire intimo, le sue frasi tipiche sono: “non me la sento”, “questa cosa puzza di bruciato”, “questa situazione mi sta stretta”, “sento un groppo allo stomaco”.

Infine, hai presente lo zio prete logorroico nel film “Viaggi di Nozze” la cui predica dura ore ed ore?
Ecco, costui è un uditivo.

L’uditivo è quello che viene chiamato “stanca cervelli”.

Per capire ha bisogno di sentire con le orecchie ma sembra quasi che per essere certo di esistere abbia bisogno di sentire anche se stesso parlare. E per questo lo fa quasi di continuo!
Ovviamente è molto sensibile al rumore.

Le sue tipiche frasi sono: “ascoltami!”, “devo parlarti”, “non ho orecchie che per te”, “usa un tono più basso!”.

Oltre che dall’aspetto fisico, puoi capire se una persona sia visiva, cenestesica oppure uditiva anche da come si esprime.
Un esempio è come viene raccontata una cena al ristorante.

Il visivo ti racconterà se le stoviglie erano pulite e se i camerieri erano vestiti eleganti; avrà colto ogni particolare sulla location e sui clienti seduti intorno a lui .
L’uditivo ti racconterà del tipo di musica in sottofondo e delle ordinazioni dei commensali dei tavoli vicini.
Il cenestesico ti racconterà gli ingredienti di ogni portata come se avesse cucinato lui.

Vediamo adesso, nella pratica, come queste informazioni possono favorire la tua comunicazione.
L’obiettivo di ogni nuova conoscenza è quello che la nuova informazione possa cambiare da oggi in poi le tue abitudini e migliorare la tua vita.

Vediamo in dettaglio un piano operativo:

Punto 1. Identifica la tua tipologia; sei una persona visiva, uditiva o cenestesica?
Osservandoti troverai in te caratteristiche comuni a tutte e tre le tipologie, però ad una osservazione più approfondita noterai che alcune caratteristiche incidono più delle altre. Accade proprio questo, utilizzi un canale (ad esempio quello visivo) come “principale”, uno (ad esempio quello cenestesico) come “accessorio” e l’ultimo, in questo esempio quello uditivo, invece sarà “spento”.
Questo è così per ogni persona.

Punto 2. Identifica una persona vicino a te.
Cerca di capire quale è il suo canale principale, quale quello accessorio e di conseguenza capirai quale è quello spento.
Per fare questo osserva il suo modo di comunicare, il suo modo di vestire, le parole che usa.

Punto 3. Identifica le persone con cui vai più d’accordo e quelle con cui proprio non va.
Ti accorgerai che quelle con cui ti trovi bene usano il tuo stesso canale comunicativo.
Le altre per contro useranno il canale comunicativo che è per te spento.

Punto 4. Esercitati a cambiare la tua modalità comunicativa introducendo parole e modalità propri dei canali che hai identificato accessorio e spento per te.

Quando saprai padroneggiare tutte e tre le modalità comunicative, e ti assicuro che con un po’ di esercizio ci riuscirai, la tua comunicazione raggiungerà molte più persone anche quelle con cui credevi di non poter parlare.
Tuo figlio finalmente ti ascolterà e anche tuo marito/moglie o magari un collega o un paziente (se sei un terapista come me) comprenderanno quello che tu dicevi loro da tempo.

Approfondiremo l’argomento PNL insieme all’amico Luigi Marangoni in una interessante intervista sulla comunicazione che ho in programma prossimamente.

Se desideri informazioni per approfondire l’argomento contattami direttamente a : info@tmns.ch
e continua a seguirmi sul sito: www.tmns.ch

Walter Riscossa

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