Perché spegnere la TV ti farà stare meglio

Da una decina di anni, cioè dalla nascita della nostra primogenita, mia moglie ed io abbiamo deciso di non guardare più la televisione e in questo articolo voglio raccontarti i motivi che ci hanno spinto a farlo.

Sono stato stimolato a farlo dalla richiesta di molte persone che incontro nel mio studio ogni giorno e che mi chiedono quali abitudini possono cambiare per migliorare la loro qualità di vita e mantenere i risultati ottenuti con la terapia.

A questo proposito, nelle scorse settimane sulla mia pagina Facebook ho scritto un post in cui portavo l’attenzione proprio sull’importanza del ruolo del terapista come figura di rieducatore a 360° e non solo di riabilitatore.

Lo spegnere la televisione o meglio il “non informarsi” attraverso di essa è il metodo più potente che io conosca per migliorare la propria qualità di vita.

Rispondimi sinceramente: quante volte sei arrivato a casa, magari stanco mentalmente dopo una giornata di lavoro, e hai provato il desiderio di accendere la TV, sdraiarti sul divano e “staccare la spina”?

Oppure accendi la televisione durante il pranzo con la motivazione di sapere cosa sta accadendo nel mondo.

Questo succedeva anche a me fino a qualche anno fa e voglio raccontarti perché ho deciso di smettere di farlo e perché ho scoperto sulla mia pelle quanto sia importante questo cambiamento di abitudine.

Parto con il dirti che non è stata una cosa facile. Una sorta di istinto mi spingeva i primi tempi verso il telecomando, fino al punto che avevo bisogno dell’aiuto di mia moglie per resistere dall’accendere il televisore e vedermi un telegiornale. Adducevo tutta una serie di motivazioni per poter vedere un po’ di TV e la più forte era quella che non potevo restare senza sapere cosa stesse accadendo nel mondo.

Inoltre provavo un forte senso di disagio, quasi come una sorta di “crisi di astinenza” nel non poter accendere il televisore.

Molto colpito da questo fatto ho iniziato a documentarmi per capire quali processi neurologici, emozionali e fisici vengono messi in atto quando ci sediamo sul divano e accendiamo il televisore.

Ho letto molti libri interessanti su argomenti come le neuro-scienze, i meccanismi di apprendimento inconsci e il neuro-marketing, che mi hanno portato a comprendere quanto sia importante non usare la televisione come strumento per informarsi.

Ho inoltre compreso i motivi di quella sensazione di disagio che provavo nel tenere il televisore spento.

Per questo ti parlo dei neuroni specchio scoperti tra gli anni ’80 e ’90 dall’equipe del professor Rizzolatti di Parma.

Questi sono i neuroni dell’empatia. Sono quelli in grado di farti percepire, ad esempio quando vedi un incidente, non solo le possibili conseguenze razionali di quello che stai vedendo accadere ma anche un forte senso di disagio, quasi come se quella cosa stesse accadendo a te.

Possiamo dire che il tuo sistema nervoso non sia in grado di distinguere tra tre diverse situazioni: quando una situazione viene vissuta da te personalmente, quando viene da te solo pensata intensamente, quando viene vista da te essere vissuta da qualche altro essere umano.

In particolare Rizzolatti ha capito come i processi di apprendimento che poi generano le nostre abitudini sono guidati dall’attivazione dei neuroni specchio.

Non impariamo a comportarci attraverso ciò che ci viene detto, come erroneamente credevamo, ma attraverso ciò che vediamo fare alle persone con cui siamo emotivamente coinvolti.

Vediamo nello specifico cosa succede alla nostra mente ed al nostro corpo quando, seduti sul divano, accendiamo la televisione ed iniziano a scorrere le notizie del telegiornale.

Immagina di guardare o meglio di “sentire” una notizia che parli di un terremoto che ha colpito ad esempio una zona già molto povera della terra. Le immagini ed i suoni che si susseguono sono spesso molto “forti” e mostrano il dolore delle persone coinvolte ritraendo la paura dei bambini rimasti orfani. Su queste immagini scorre il commento del cronista che descrive enfaticamente i numeri e i dati del disastro, sottolineando la presenza di vittime occidentali come se queste fossero “speciali”. Seguono e concludono generiche informazioni sugli aiuti umanitari organizzati insieme al presagio infausto che la situazione andrà peggiorando per via del periodo di siccità che si prospetta.

Tutto questo, che appare come “normale” cronaca, ha la capacità di generare nel tuo cervello e nel tuo corpo cambiamenti disfunzionali importanti e duraturi.

Questo perché razionalmente sei in grado di capire che sei seduto comodo sul tuo divano ma il tuo subconscio non lo è affatto. Se così non fosse non ti commuoveresti al cinema durante la proiezione di un film.

Vediamo cosa accade:  il cervello, stimolato dalla visione delle immagini e dai suoni, attiva i neuroni specchio che ti fanno “sentire” come se tu fossi parte della tragedia.

A causa di questo il tuo inconscio viene stimolato dal sentimento più potente che esista: la paura.

Questa genera la produzione di una serie di sostanze chimiche dette ormoni che hanno la funzione di prepararti a gestire la tragedia dentro cui adesso ti trovi.

Adrenalina endorfine scorrono nel tuo sangue con il preciso scopo di prepararti a reagire alla catastrofe che stai “virtualmente” vivendo. Il battito cardiaco accelera un po’ e la pressione sanguigna aumenta; per contro il tuo stomaco si contrae e riceve meno sangue che viene veicolato ai muscoli per muoversi più rapidamente e sfuggire al pericolo.

Guarda caso proprio mentre stai cenando e sei seduto su di una sedia.

A causa di ciò ora sei carico come una molla e pronto a scavare tra le macerie; ma le macerie non ci sono nella tua sala da pranzo e quindi continui a restare seduto ad ingurgitare cibo di cui a questo punto, se ci fai caso, non sei più in grado di percepirne il sapore tanto sei preso in ciò che stai sentendo alla TV.

Ecco quindi che gli ormoni che il tuo cervello ha prodotto (utili se fossi in mezzo alle macerie) cominciano a far danni impedendoti di digerire la cena e rendendoti nervoso verso tuo figlio, che magari parla a voce alta distogliendo la tua attenzione dal televisore.

Se questa situazione dura a lungo, diciamo quanto un telegiornale, il tuo cervello continua a produrre catecolamine (ormoni dello stress) in quantità elevate anche stimolato dal fatto che il commentatore dice che c’erano tra le vittime italiani in vacanza (magari proprio mentre tu progettavi una vacanza in un luogo tranquillo) e che la situazione, nonostante gli aiuti umanitari, è destinata a peggiorare.

A questo punto, oltre alla paura, provi un grande senso di angoscia e impotenza, dovuto alla mancanza di controllo su una situazione che magari è lontana da te decine di migliaia di chilometri ma che per il tuo cervello è in casa tua.

Questo è ciò che accade dentro di te quando guardi un telegiornale.

Avrai osservato che, non a caso, la struttura della “notizia” segue nei tempi e nelle modalità gli adattamenti del tuo cervello a ciò che viene descritto per partire ingenerando paura fino a produrre impotenza e frustrazione.

Una tua giusta obiezione può essere: ok Walter, ma in qualche modo devo anche avere informazioni su ciò che accade!

La mia risposta è certamente sì, ma prima di dirti cosa io faccio per informarmi voglio farti riflettere sul significato etimologico del verbo informare. Questa deriva dal latino ed originariamente significa “dare forma alla mente”, disciplinare. Come vedi il significato è ben lontano da quello attuale di farci sapere cosa accade nel mondo.

Quindi quando “senti” una notizia devi essere cosciente che questa sta dando forma alla tua mente per davvero, sta generando un cambiamento strutturale nella tua mente, al punto da renderti più o meno disciplinato cioè disposto ad accettare o meno una situazione.

Il mio consiglio quindi, se senti ancora il bisogno di essere informato, è quello di togliere il televisore dalla sala da pranzo, di tenerlo spento il più possibile e di non guardare alcun telegiornale.

Per sapere cosa accade intorno a te parla con le persone, vedrai che ci sono più persone oneste intorno a te di quanto l’informazione in TV ti abbia spinto a credere. Usa quanto più puoi gli strumenti digitali (un buon consiglio è quello di selezionare pian piano le fonti che, a tuo parere, paiono più credibili e meno schierate) e leggi le “notizie” senza vedere filmati o foto relativi alla notizia.

Solo la notizia scritta, niente di più!

Questo attiverà in maniera molto minore i neuroni specchio e sarà molto meno dannoso per la tua salute.

Inoltre in questo modo avrai sempre la libertà di scegliere cosa leggere e su cosa informarti.

Sarai d’accordo con me che la fame nel mondo merita il tuo interesse in maniera diversa dall’ultimo contratto milionario di qualche calciatore.

A questo proposito prendi una notizia qualsiasi, fai una ricerca su Google e dopo averla letta sui siti che appaiono in prima pagina prova a leggerla anche dai siti che appaiono più indietro nelle pagine delle ricerche.

Scoprirai che la verità non esiste e che nemmeno la realtà della notizia esiste ma tutto ciò che noi leggiamo è un’interpretazione di un fatto magari anche realmente accaduto.

Prova a spegnere la televisione per 7 giorni, scoprirai, dopo una prima “crisi di astinenza”, di avere molto più tempo da dedicare a ciò che ami, alla tua famiglia, ai tuoi figli se ne hai, alle tue passioni. Scoprirai inoltre di svegliarti la mattina con una nuova energia che non provavi da tempo.

Ti invito a fare questo esperimento e poi a commentare in fondo all’articolo condividendo la tua esperienza.

Walter Riscossa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi